Alberto Calzolari’s Blog for fly fishing

Roy Steenrod

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A man and his fly, Roy Steenrod and the Hendrickson

“THE FLY”

Breve storia di una mosca che ha fatto la storia e del suo creatore.

Catskill, stato di New York. Era una fresca mattina di fine Aprile del 1916, due uomini pescavano sul Beaverkill, poco a valle di Roscoe e della Junction Pool

Il clima in quella stagione può essere molto variabile ma una costante però rimane, la presenza di una varietà di effimera che è solita schiudere tra la fine di Aprile e la fine di Maggio, l’Ephemerella Subvaria.

La schiusa di quella mattina del 1916 fu particolarmente intensa, così come intensa fu la frenesia alimentare a cui le trote del Beaverkill furono spinte. Ciononostante le catture furono poche e i rifiuti continui. Prima di andarsene uno dei due uomini, il più giovane, raccolse alcune di quelle effimere e le racchiuse in una delle sue scatole. Dopo pranzo, al Ferdon’s River View Inn, si dedicò a costruire l’imitazione più vicina all’originale che potesse concepire, per colore e dimensione. La ricetta originale di questa mosca prevedeva il corpo in dubbing di pelo di femmina di volpe stinto dall’urina, hackle dun, code ed ali in anatra mandarina.

Tornati sul fiume nel pomeriggio poterono constatare l’estrema efficacia di questa mosca. E così fu per molte giornate a seguire. Un efficacia giunta intatta sino ai nostri giorni

Due anni più tardi, seduti sulle rive dello stesso fiume, i due amici si ritrovarono a riflettere su quale sarebbe dovuto essere il nome di quella mosca che si era rivelata così micidiale. Roy, il più giovane, guardò verso Albert Everett, che lui considerava “il migliore amico che una persona potesse desiderare”, e disse semplicemente: “questa mosca è la Hendrickson”. E vide che Albert ne parve particolarmente compiaciuto.

Il giovane Roy Steenrod battezzò così, con il nome dell’amico Albert Everett Hendrickson, una delle mosche più famose e produttive della storia del fly tying. “The Fly”, come lui amava definirla. Così efficace che gli americani si riferiscono ancora oggi alla subimago femmina della E. Subvaria semplicemente chiamandola Hendrickson, allo stesso modo con cui, nel gergo dei pescatori a mosca, si identifica l’Epeorus Pleuralis con la Quill Gordon. E’ da notare che un’altra famosa mosca, la Red Quill, attribuita ad Art Flick, imita la subimago maschio o lo spinner di questa stessa effimera. La prima versione della Hendrickson fu modificata in seguito da Steenrod utilizzando per il corpo una miscela di pelo prelevato da varie parti della pelliccia di volpe femmina e per la coda le stesse fibre dun usate per il collare di hackle.

Certo è che la Quill Gordon e la Henrickson sono in qualche modo molto legate fra loro, in quanto legati da grande stima e amicizia furono i rispettivi inventori. Il leggendario Theodore Gordon, inventore dell’omonima Quill fu per molti anni, fino alla sua morte nel 1915, amico e mentore di Roy Steenrod. Impiegato postale nella cittadina di Liberty, Steenrod, allora ventiduenne, vide probabilmente passare per le sue mani le lettere che Gordon scriveva ad Halford, a Skues e ad altri personaggi del vecchio continente. Il continuo pellegrinare di Gordon all’ufficio postale fu ricambiato dalle lunghe camminate che Steenrod fece per visitare la casa di Gordon, dove gli fu permesso, a lui e a lui soltanto, di apprendere i segreti della costruzione delle mosche. Non risulta prova certa che Gordon abbia insegnato a nessun altro amico o conoscente del tempo e perfino allo stesso Steenrod fece promettere di non divulgare a nessuno quanto appreso.

Naturalmente Steenrod si attenne a questo patto d’onore fino alla morte di Gordon. Dopodiché passò il resto della sua vita a pagare il debito di riconoscenza nei confronti di Gordon insegnando l’arte della costruzione a chiunque lo chiedesse e impegnandosi a trasmettere la passione a innumerevoli gruppi di giovani, durante i campi estivi e ai raduni dei Boy Scout. Potremmo definirlo il primo istruttore di costruzione di mosche della storia dei Catskill. Fu a Steenrod che Gordon lasciò tutti i suoi libri, le mosche, i materiali da costruzione e il famoso morsetto.

Negli ultimi anni di vita Gordon fu uno scrittore prolifico, non solo di saggi e articoli per la Fishing Gazzette di Marston in UK, ma anche di numerosissime lettere che diedero vita ad una intensa corrispondenza epistolare con Guy Jenkins, con G.E.M. Skues e con lo stesso Steenrod. Questi scritti furono in seguito raccolti da John McDonald, uno studioso di storia della pesca a mosca, in uno stupendo volume intitolato “The Complete Fly Fisherman. The Notes and Letters of Theodore Gordon.” Una delle cose che colpiscono maggiormente leggendo le lettere a Steenrod è la formalità che viene mantenuta nel rapporto tra i due. Pur frequentandosi, pur pescando e costruendo assieme, la loro amicizia rimase improntata sul riserbo e sul rispetto reciproco. La discrezione di Steenrod nei confronti del maestro non venne mai a meno, come conferma lo scrittore americano Sparse Grey Hackle, nom de plum di Alfred Miller, che nel raccontare il suo incontro con Steenrod lo descrive come visibilmente restio a svelare particolari della vita intima del suo grande mentore.

A differenza di Gordon, che era un fermo sostenitore dell’imitazione esatta, Steenrod riteneva che la presentazione fosse la cosa più importante e non disdegnava, anzi consigliava, l’uso di mosche di attrazione quali la Royal Coachman, in situazioni difficili su schiuse intense. Pur nel grande rispetto del suo maestro apportò alle stesse mosche di Gordon una serie di migliorie strutturali che fissarono, per così dire, gli standard del montaggio in stile Catskill.

Le frequentazioni di Steenrod con Albert E. Hendrikson iniziarono dopo la morte di Gordon quando Hendrickson gli chiese di continuare a fornirgli mosche al posto del defunto Theodore, dal quale era solito rifornirsi.

A.E. Hendrickson non fu solo un grande appassionato di pesca a mosca ma fu anche una sorta di benevolo protettore per diversi personaggi del tempo. Nel 1930 gli Stati Uniti erano in piena recessione economica e ciò non poteva certo favorire gli affari di chi viveva con la costruzione di canne e di mosche. La generosità e la costanza degli ordini di Hendrickson rappresentavano spesso un ancora di salvezza alla quale “si aggrappavano” alcuni dei personaggi più brillanti della pesca a mosca, come Harry Darbee, suo intimo amico e geniale fly tyer, o come il grande bamboo rod maker Jim Payne, al quale Hendrickson ordinò un numero tale di canne da tenerlo occupato per diverso tempo. Si racconta che, desiderando una canna da salmoni di 10 piedi ad una mano (con calcio estraibile), Hendrickson la commissionò a Payne, ordinando ben 47 esemplari, prima di stabilire che la numero 48 lo soddisfaceva in pieno.

Sia Jim Payne che il padre Ed ebbero sempre un legame importante con la zona e i personaggi dei Catskill. Lo stesso Theodore Gordon utilizzava una Payne da 9 piedi e mezzo in tre pezzi, che pagò a Ed con 39 dozzine delle sue mosche. Questa canna, con spiccata azione morbida da sommersa, fu regalata da Gordon all’amico Herman Christian verso il 1912. Purtroppo andò poi distrutta in un incendio scoppiato nella sede dell’Angler’s Club di New York, dove la canna era custodita. Jim Payne, invece, ogni qual volta aveva tempo libero, e ciò succedeva raramente, andava a pescare con amici come Steenrod ed Hendrickson.

Dopo svariati anni passati lavorando all’ufficio postale di Liberty, Roy Steenrod, probabilmente ispirato dalle frequentazioni con Gordon, decise di dedicarsi alla protezione ambientale e fu nominato ufficiale del dipartimento statale, una sorta di guardapesca e guardacaccia. Rimase in carica per 26 anni , fino al 1952. L’attestato di nomina dello stato di New York e il certificato di apprezzamento con i ringraziamenti dello Stato Americano, rimasero appesi dietro al suo tavolo da costruzione fino alla sua morte nel 1977, all’età di 94 anni.

Poco tempo fa riuscii a venire in possesso di questi attestati e del Silver Beaver Award del quale fu insignito dal gruppo dei Boy Scouts d’America per il costante contributo dato con i suoi corsi di costruzione ai giovani dei campi estivi. Ho scelto di appenderli pure io dietro al mio tavolo da costruzione e ogni qualvolta mi siedo e inizio a montar mosche non posso fare a meno di pensare, seppur di sfuggita, alla figura di questo uomo, al suo instancabile apporto al mondo della pesca a mosca e al suo legame con il padre spirituale della dry fly americana.

Il fare da gentiluomo, la fedeltà e la correttezza professionale di Roy Steenrod sono ricordate in maniera squisita da un aneddoto riportato da Harry Darbee. Nei 26 anni passati a sorvegliare le acque del Neversink, del Beaverkill e del Willowemoc, Roy ebbe a che fare necessariamente con una moltitudine di bracconieri, a volte professionisti, più spesso, visto il periodo storico, improvvisati e spinti dalla fame. Alla festa organizzata nel 1952 in suo onore per festeggiare il pensionamento furono invitate oltre duecento persone della contea di Sullivan. L’amico Harry Darbee raccontò che almeno la metà di queste erano persone che Roy Steenrod aveva arrestato.